18 agosto 2011

Lettera pre-nascita da papà

Cara Margherita,
ormai mancano solo pochi giorni ad un momento magico: grazie alla magia più naturale e al contempo incredibile che riesca ad immaginare, la mamma Laura ti farà passare da un mondo sommerso e isolato, custodito e ovattato (che adesso è l'unico che tu conosca) ad un mondo pieno di suoni, immagini, carezze, profumi, risate, illusioni, pianti, parole, colori, insomma il mondo fuori dalla sua pancia. Così come per tutti i grandi cambiamenti, credo che non sarà facilissimo, ci sarà anche un dolore fisico per tutte e due, ma come per tutti i grandi cambiamenti, credo che porterà con sé una dose davvero massiccia di incredibile euforia, che ti auguro si riesca sempre ad intravedere nel fondo dei tuoi occhi. Ti ho parlato prima di lacrime, ora di occhi e sì, lo ammetto: tuo papà Francesco, che forse ora che tu leggi queste parole ogni tanto ti sgrida e prova a prenderti la mano per accompagnarti nel tuo viaggio di vita, è un papà che ogni tanto piange. Ogni tanto mi piace pensare alle lacrime come a una tracimazione delle emozioni, è come se fossimo tanto pieni di qualcosa che questo qualcosa esonda dai nostri occhi, colora le nostre guance. Credo sia bello ogni tanto essere annebbiati spettatori di questa marea che offusca e sospende i pensieri e ci ricorda, dall'interno, che ogni tanto sono le emozioni a comandarci un po'. Ultimamente mi è successo tante volte di sentire affacciarsi una lacrima pensando a te. Riesci ad immaginare il pianto di gioia che mamma Laura ed io abbiamo fatto, abbracciati, il giorno in cui il test di gravidanza è risultato positivo? E quando, commossi, lo abbiamo annunciato ai nonni Lorenzo e Gabriella e ai nonni Sandro e Chicca? Il giorno del test era il 5 gennaio e quello dell'annuncio il 6 gennaio. Ai nonni, e agli zii, lo abbiamo detto portando una "calza della befana" con dolci e caramelle e, in fondo, un biglietto in cui annunciavamo il tuo arrivo. E in quel momento tu eri grande come un chicco di riso! Per me c'è stato un altro giorno particolarmente speciale: durante la tua prima ecografia sono stato certamente emozionato nel vedere già alcuni tuoi organi in via di sviluppo, ma una cosa magica è stata essere in grado di ascoltare il battito del tuo cuore! In tanti vecchi film americani c'è sempre qualcuno che dice "sincronizziamo gli orologi!" prima di mettere in atto un complesso piano d'azione. Ecco, in quel momento è come se, all'improvviso, i nostri battiti si fossero sincronizzati per sempre, All'improvviso, per sempre, infinito amore.
Gabriel Garcia Marquez disse che "Gli esseri umani non nascono solo il giorno in cui le loro madri li danno alla luce, ma la vita li obbliga ancora molte volte a partorirsi da loro stessi". Io in questo periodo sto nascendo tante volte insieme a te, e aspetto il giorno della tua nascita per partorirmi da me stesso come papà di Margherita, un qualcosa che fino ad adesso ho potuto solo immaginare, nelle mie fantasie e nei miei sogni. Spero che nella tua vita sarai in grado di trovare le tue strade e di partorire da sola i tuoi bivi e le tue certezze, le tue lacrime e le tue carezze. E spero che io e la mamma riusciremo a trovare le alchimie di mille equilibri, tra l'essere sempre al tuo fianco e il coltivare la tua indipendenza. Credo che sbaglieremo spesso, ma spero che cresceremo come una squadra bellissima in cui sapremo capire insieme (e soprattutto insieme a te) che cosa succederà a noi e tra di noi. Tua mamma Laura è bellissima, ed è bellissima questa fase della nostra vita in cui il nostro principale compito è quello di... aspettare. E' solo in questo periodo che riesco a capire quanto sia azzeccata la locuzione "aspettare un bambino". Certe volte stiamo a casa e non facciamo altro che aspettarti: parliamo di come sarai, di cosa potremo fare insieme, fantastichiamo di viaggi insieme, magari con le tue cuginette Sara ed Isabella. Certe volte è bello pensare che questa nostra società intrisa di fare, fare, fare, ipercinetica e iperproduttiva, debba giustamente inchinarsi a uno dei gesti più passivi che esistono: quello di aspettare, un gesto passivo ma nobile e pieno di amore. Credo e crediamo, infatti, che l'amore che ci siamo scambiati, tra noi e con te nella pancia della mamma, sia stato importante, molto sentito, partecipato, e speriamo che sia un bel regalo di pre-nascita per te.
Il giorno in cui abbiamo scoperto che saresti stata una femmina ammetto che ero molto contento, non avevo nascosto una mia piccola preferenza in tal senso; credo che voi donne siate esseri meravigliosi e in un certo senso "superiori" (il miracolo che sta avvenendo ne è in un certo senso la prova!) che ho imparato ad amare da tanti anni. E anche questa, nel caso non si capisse, è una lettera d'amore.
Fernando Pessoa scrisse:

Tutte le lettere d'amore sono
ridìcole.
Non sarebbero lettere d'amore se non fossero
ridìcole.
Anch'io ho scritto ai miei tempi lettere d'amore,
come le altre,
ridìcole.
Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d'amore
sono
ridìcoli.
Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d'amore
ridìcole.
La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
ad essere ridìcoli.
(Tutte le parole sdrùcciole,
come tutti i sentimenti sdrùccioli,
sono naturalmente
ridìcole)

Ti dico ancora un'ultima cosa, mia piccola Margherita. Parliamo tanto, con la mamma, del grande valore che avranno in futuro le tue scelte autonome e la tua libertà, ma è pur vero che una cosa importantissima l'abbiamo scelta noi per te, che ti piaccia o no: il tuo nome. Sai come siamo arrivati a sceglierlo? Era, semplicemente, il preferito per entrambi, perciò sceglierlo è stato facilissimo!
Margherita, porta in giro il tuo nome, chiama le cose con il loro nome, e non smettere mai di scrivere lettere d'amore.
Ti voglio bene, infinito amore. Papà Francesco.

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